Finalmente è arrivato l’autunno, o almeno così sembra……non so perché, ma l’ho desiderato con i suoi scatti di collera che si identificano negli scrosci d’acqua…con i suoi colori vivi di cose che sanno di morire e si attaccano alla vita…..con i suoi profumi di vino e castagne cotte sulla brace….con il suo freddo che ti provoca brividi attraverso tutto il corpo ancora abituato al caldo estivo…….finalmente è arrivato portando il primo vento freddo e il primo scroscio d’acqua che ha sorpreso i fiori sulla terrazza…..
c'è sempre dentro di noi più di un'anima....quale sia la vera è tutto da scoprire
domenica 9 ottobre 2011
giovedì 6 ottobre 2011
tradita
Ti senti tradita da lui,
dalla vita con lui,
dall’amore consegnato nelle sue mani
e reso a pezzi per quell’orgoglio
maschile che produce orgasmi
solitari e non ti lascia spazio.
Ti senti tradita nella tua giovinezza,
sporcata dall’essere uomo
con gli occhi rivolti solo verso se stesso,
incapace di vedere la luce
che si stava spegnendo
nel tuo essere donna.
Ti senti tradita nel tuo corpo,
avido di carezze, profumato di attesa,
reso sterile al piacere,
arido ,
morente alla mano che lo cerca
per risvegliarlo alla vita.
bigi
esperimento..
Un violinista nella metropolitana
(fonte non specificata)
C'era un musicista che suonava in strada all'ingresso della fermata della metropolitana "L'Enfant Plaza" in Washington DC. Era una mattina fredda, di gennaio.
Suonò musiche durante quarantacinque minuti. Incominciò con Bach, poi l'Ave Maria di Schubert, musica di Manuel Ponce, di Massenet e di nuovo Bach.
Erano quasi le otto del mattino: era un'ora di punta, passavano davanti a frotte le persone, quasi tutte dirette al loro lavoro.
Dopo tre minuti, un uomo di mezza età si accorse del musicista. Rallentò il suo passo, si fermò alcuni secondi e riprese il cammino. Un minuto dopo il suonatore ricevette il suo primo dollaro; senza fermarsi, una donna lanciò un banconota nella cassa del violino.
Alcuni minuti dopo, un individuo si fermò alcuni istanti ad ascoltare, ma guardando il suo orologio riprese a camminare in fretta... stava facendosi tardi.
Chi gli fece maggior attenzione fu un piccolo di tre anni circa. Sua madre lo prese e lo tirò, ma il piccolo continuava ad ascoltare il violinista.
Finalmente, sua madre lo prese con forza e continuarono il cammino. Il piccolo, anche intanto che camminava, continuava, con la testa girata, a guardare il suonatore.
Durande i quarantacinque minuti in cui suonò, ci furono solo sette persone che si fermarono ad ascoltarlo brevemente. In tutto il tempo riuscì a riunire 32 dollari! Nessuno fece caso quando il violinista smise di suonare. Nessuno lo applaudì. Tra le circa 1.000 persone che passarono davanti a lui, nessuno lo riconobbe.
Nessuno pensò che il violinista era Joshua Bell, uno dei migliori musicisti del mondo. Nella fermata della metropolitana suonò alcuni tra i più difficili spartiti che mai siano stati scritti, e tutto quello con uno Stradivarius del 1713 valutato in 3,5 milioni di dollari!
Due giorni prima di questo fatto, non c'erano già più biglietti in vendita per il suo concerto nel teatro di Boston, e i biglietti costavano quasi 100 dollari!
Questa attuazione in incognito nella stazione della metropolitana di Joshua Bell, fu organizzata dal «Washington Post» per investigare la percezione, il gusto e le priorità della gente. Queste erano le domande:
- Possiamo in un ambiente quotidiano, a una ora insolita, apprezzare la bellezza?
- Ci fermeremmo per apprezzarla?
- Possiamo riconoscere il talento in un contesto insolito?
Una delle possibili conclusioni dopo l'esperimento potrebbe essere:
Se non ci prendiamo il tempo di fermarci e ascoltare quando uno dei migliori musicisti del mondo sta suonando alcune delle migliori musiche, quante altre cose straordinarie ci stiamo perdendo per non sapere apprezzarle?
Suonò musiche durante quarantacinque minuti. Incominciò con Bach, poi l'Ave Maria di Schubert, musica di Manuel Ponce, di Massenet e di nuovo Bach.
Erano quasi le otto del mattino: era un'ora di punta, passavano davanti a frotte le persone, quasi tutte dirette al loro lavoro.
Dopo tre minuti, un uomo di mezza età si accorse del musicista. Rallentò il suo passo, si fermò alcuni secondi e riprese il cammino. Un minuto dopo il suonatore ricevette il suo primo dollaro; senza fermarsi, una donna lanciò un banconota nella cassa del violino.
Alcuni minuti dopo, un individuo si fermò alcuni istanti ad ascoltare, ma guardando il suo orologio riprese a camminare in fretta... stava facendosi tardi.
Chi gli fece maggior attenzione fu un piccolo di tre anni circa. Sua madre lo prese e lo tirò, ma il piccolo continuava ad ascoltare il violinista.
Finalmente, sua madre lo prese con forza e continuarono il cammino. Il piccolo, anche intanto che camminava, continuava, con la testa girata, a guardare il suonatore.
Durande i quarantacinque minuti in cui suonò, ci furono solo sette persone che si fermarono ad ascoltarlo brevemente. In tutto il tempo riuscì a riunire 32 dollari! Nessuno fece caso quando il violinista smise di suonare. Nessuno lo applaudì. Tra le circa 1.000 persone che passarono davanti a lui, nessuno lo riconobbe.
Nessuno pensò che il violinista era Joshua Bell, uno dei migliori musicisti del mondo. Nella fermata della metropolitana suonò alcuni tra i più difficili spartiti che mai siano stati scritti, e tutto quello con uno Stradivarius del 1713 valutato in 3,5 milioni di dollari!
Due giorni prima di questo fatto, non c'erano già più biglietti in vendita per il suo concerto nel teatro di Boston, e i biglietti costavano quasi 100 dollari!
Questa attuazione in incognito nella stazione della metropolitana di Joshua Bell, fu organizzata dal «Washington Post» per investigare la percezione, il gusto e le priorità della gente. Queste erano le domande:
- Possiamo in un ambiente quotidiano, a una ora insolita, apprezzare la bellezza?
- Ci fermeremmo per apprezzarla?
- Possiamo riconoscere il talento in un contesto insolito?
Una delle possibili conclusioni dopo l'esperimento potrebbe essere:
Se non ci prendiamo il tempo di fermarci e ascoltare quando uno dei migliori musicisti del mondo sta suonando alcune delle migliori musiche, quante altre cose straordinarie ci stiamo perdendo per non sapere apprezzarle?
..italiani....
Stavo leggendo lunedì su Focus il consumo di medicinali in Italia….siamo la terza nazione europea per consumo di viagra……già…il maschio italiano il latin love….famoso in tutto il mondo…. ha bisogno di viagra …..e questa è una statistica di consumo ufficiale…senza considerare gli acquisti fatti via internet….Certe volte mi chiedo…ma queste ricerche di …mercato…sono esatte o no? Beh…ieri pomeriggio sono andato a far spesa…mi ha accompagnato un amico…..Gino… un po’ balordo….ma simpatico…Siamo passati in un negozio di frutta e verdura….ce ne sono rimasti pochi così….tutti assorbiti dai centri commerciali…..avevo bisogno di frutta…è da un po’ di giorni che ho frequenti cali di zucchero….forse lavoro troppo…….Il negozio è pieno…..tutte donne…un vociare colorato…simpatico……guardo…..c’è tanta varietà di cose…..su un bancone un mucchio di cipolle calabresi…quelle rosse….Scherzando con Gino…..guardo la commessa e dico..: “buone questo tipo di cipolle…sai che lo fanno indurire? “ Forse ho usato il tono di voce un po’ alto….si girano varie donne…alcune sorridono…….Io faccio presto nella spesa…mandarini e mele….pago ed esco….saluto la proprietaria…ci si vede domani alla cena del giovedì grasso…..Ripasso per la via dopo un’ora…vado a prendere il solito cioccolato….esce dal negozio ridendo la commessa e mi racconta che dopo che io sono uscito di lì….tutte le donne presenti hanno comprato chi uno chi due kili di cipolle…..insomma hanno terminato il prodotto…..E’ significativo tutto questo….mi sa….
sabato 1 ottobre 2011
lontananza
Che tu esista veramente o no
poco importa.
La mia anima è piena
della tua essenza.
Voce non voce
profumo non profumo,
il ricordo di te
lacera il mio cuore.
Questa sera,
piena di colori strani
che chiamano alla vita,
piena di urla
appena sussurrate,
carezze nascoste
su carni palpitanti
contatti profondi.
Con gli occhi chiusi
Vedo il tuo volto
ferito da questa lontananza,
tentativi di volo
resi inconcludenti
dalla pesantezza di una passione
mai soddisfatta
mai sopita.
bigi
tempo...
Aspetto quei giorni
come l’assetato il sorso d’acqua
che
la donna della fonte gli porge
mentre accarezza
con lo sguardo
il suo cuore vuoto.
Questa vita
priva della tua vita,
questo tempo
privo del tuo tempo
mi rendono attento
ai minuti che scandiscono
questo desiderio
di te.
bigi
giovedì 29 settembre 2011
sogno
…ho sognato Bissau….Quelele….un muro da dipingere….tanti bambini lungo la via che si fermano al cancello …ognuno con il suo banchetto di legno….vanno a scuola…devono camminare…molto…e mi guardano con quei grandi occhi neri….sorridono con le bocca.. ma lo sguardo rimane così…quasi severo…curioso ma fino ad un certo punto…c’è uno con il viso appoggiato dall’inferriata…quasi a trapassare il ferro con la carne nera butterata…ha solo tre denti davanti….ed apre la bocca e mostra quelle zanne e la lingua rossa….dal naso goccia giù del muco.. indifferente alle mosche….guarda i movimenti delle mie braccia…soprattutto il pennello che accarezza il cemento indurito dal calore…Mi giro e me lo vedo sotto la scala….la scuote ed io precipito….no…non cado….allargo le braccia e mi ritrovo a volare…sopra quelele……sopra lo spazio adibito a campo di calcio pieno ora di gente tutta bianca……che alza le mani e mi urla….non so cosa….
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